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Ciao @Fabio V., ti racconto una storia in merito alla tua frase… “Per spostarsi ci vogliono almeno 3000 euro se non li riguadagni non vale nemmeno la pena finisci che ci perdi. Ma poi vale la pena e per tornare solo in pari?” e, umilmente, condivido la mia esperienza.

✨A 24 anni, dopo una laurea specialistica, ho accettato di fare uno stage a 500€ al mese per 6 mesi. Non era l’unica offerta che avevo, ma era l’azienda percepita “più strutturata” rispetto alle altre. Il posto di lavoro era a 50 km da Verona ma non potevo andare in auto perché i miei genitori mi avevano detto che dovevo farcela da sola (e che sarebbe stato troppo costoso)…e così mi sono fatta 6 mesi di autobus (1h e 40′), tutti i giorni, a 500€ al mese.

✨ Dopo lo stage non c’era un contratto, c’era una semplice impegno di assunzione per altri 6 mesi. Non avrei potuto continuare in autobus, in azienda il lavoro era tremendamente difficile, dovevo imparare un sacco di cose, analizzare numeri, coordinare persone […]. Tornavo a casa alle 22 di sera sfinita.

E allora mi sono domandata:Come posso ottimizzare gli spostamenti ed essere meno stanca?” Ho deciso di rischiare e di trasferirmi vicino al posto di lavoro. Mi avevano proposto 900€ al mese netti, ed io ho accettato. Non uscivo con nessuno per risparmiare, ho imparato a convivere con un po’ di solitudine, con i libri e anche con un po’ di fame, lo ammetto.

 ✨Dopo i 6 mesi ho chiesto un piccolo aumento. Ho spiegato alla dirigente che con 900€ al mese non ce la facevo, che avrei dovuto fare un ulteriore lavoro serale per riuscire a mantenermi, ma che in questo modo ci sarebbe stato il rischio che fossi meno lucida sul lavoro. Volevo essere onesta con lei e lo sono stata. E’ stata comprensiva, mi ha dato fiducia e mi ha dato l’aumento. Così sono arrivata a 1200€ e sono rimasta in azienda altri due anni.

✨Il mobbing era pesante su tutti i dipendenti, gli stagisti arrivavano e se ne andavano dopo una settimana, ma qualcuno di noi ha resistito. Dopo 2 anni e mezzo è piovuta dal cielo una proposta di lavoro economicamente più interessante. E ho deciso di rischiare, di nuovo, e rifiutare un contratto a tempo indeterminato, che mi avevano appena offerto.

✨A 28 anni mi sono messa in proprio senza un soldo. Avevo solo i miei sogni e da allora non sono più tornata indietro. Quella dirigente mi ha fatto “morire” professionalmente, minando anche la mia autostima, ma nel tempo mi sono rivenduta tutto quello che avevo imparato da lei e in quegli anni durissimi.

✨ Non servono 3.000€ al mese per vivere. Ma devi essere disposto a rinunciare a tutto se non alla tua crescita professionale e sopratutto personale. Si impara sempre, da tutto e da tutti e le esperienze più dure… ti fanno diventare più forte.

Vale la pena un sacrificio così? Sì. Perché poi apprezzi il vero valore della libertà. E nessuno ti metterà più i piedi in testa. 

Bisogna imparare a coltivare il coraggio, il fatalismo, il sacrificio, la flessibilità, la pazienza, la resistenza, l’umiltà. Ma questa è solo una storia. Forse io tutto questo l’ho imparato dallo sport e dalla mia famiglia. Ma di certo è quello che mi muove per educare tante altre persone a questi stessi valori.

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***Uno dei miei rari contributi ad una discussione su Linkedin 

Commento di Luca Puviani RSR presso Dussmann Service
oggi ho "intervistato" due ragazzi, di 22/25, disoccupati, per offrire loro un lavoro cosiddetto sicuro, in regola, ben retribuito, in una grande azienda, con contratto di tre mesi ma con altissima probabilità di trasformarlo in un contratto a tempo indeterminato. Entrambi hanno rifiutato perché il luogo di lavoro "è troppo lontano". Loro abitano a Vicenza, il luogo di lavoro è a .. Padova.. Mah... non voglio riesumare i soliti luoghi comuni, certo è che questi giovani li capisco poco..
Risposta di "Fabio V.: Tanto se fosse stato a da Torino a Padova il principio sarebbe stato lo stesso. Io ti offro tot con tre mesi e poi FORSE ti prendo( improbabile) intanto io agenzia di recruiter prendo la commissione e poi caro ragazzo fatti tuoi. Poi è facile dire che la colpa è dei ragazzi. Per spostarsi ci vogliono almeno 3000 euro se non li riguadagni non vale nemmeno la pena finisci che ci perdi.Ma poi vale la pena e per tornare solo in pari? Questo non sono rischi, sono prese in giro. Poi sono sicuro che nel grande processo di recruitment guardano pure se vivi con mamma e papà così pagano loro e non rompi tanto le palle"