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Questa volta è proprio il caso di dirlo: è una ruota che gira.

Sono cresciuta negli anni ’90 a “pane e calcio” perché mio papà (Luigi Manganotti), dopo una carriera calcistica in serie C (Rovereto, Macerata, Sassuolo) e qualche escursione in B con il Modena (si parla del 1969/1970 all’età di 19 anni) aveva intrapreso il ruolo di allenatore e non faceva altro che fare schemi di calcio con i bicchieri della tavola apparecchiata.

Prima e dopo i pasti c’era sempre una lezione tecnico-tattica a cui nessuno poteva sottrarsi. NESSUNO, me compresa. Era divertente, la domenica vivevi di emozioni: con le vittorie era una grande festa, con le sconfitte una depressione totale. Tra il ’92 e il ’95 Manganotti Senior incontra l’Hellas Verona per l’incarico di allenatore degli Allievi.

Anche mio fratello aveva intrapreso lo “stesso” percorso (Andrea Manganotti, dai più conosciuto come Sirio). Dopo gli Allievi, la Beretti, e la Primavera nell’Hellas Verona, nel ’96, debutta in serie B grazie a Mutti: Verona-Lecce, me lo ricordo ancora…Dagli spalti gli dicevano… “Tajate i cavèi!” era giovane anche lui, 20 anni.

Ho visto tanti campi da calcio e, per un periodo, ho fatto anche la radiocronista per l’emittente più amata dal calcio dilettantistico (Cfr. Il mitico Andrea Nocini).

Con Hellas Verona Football Club S.p.A. è capitato tutto per caso, il primo incontro mi ha fatto sopratutto ricordare, il secondo chissà: Working for Middle-Est Foreign Investments Stay Tuned. 

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