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26 maggio 2014, appuntamento con Inalpi Group, Moretta, Cuneo. Piemonte inoltrato.

Inalpi ha un portfolio clienti che lascia attoniti. Ci sono dei grandi Marchi tra le loro referenze: è la capacità produttiva, la qualità e l’innovazione a fare la differenza. Parliamo di Export, dopo il rilancio del marchio Inalpi, la linea produttiva delle “fettine” ha ancora un po’ di spazio per macinare dei numeri.

Lavorano bene, poiché hanno deciso di puntare sulla qualità. Danno incentivi agli allevatori, applicando dei protocolli qualitativi a 360°. Utilizzano la panna centrifugata, lavorata in 24 ore.

R. mi spiega bene quello che avevo già appreso (un po’) da un mio cliente Mastro Pasticcere (Artedolce, Sirmione), ovvero la differenza tra la panna centrifugata (più qualitativa) e quella di affioramento. L’80% della panna in Italia viene prodotta con la panna di “affioramento”.

Nonostante nell’immaginario gastronomico di molti la parola “affioramento” rimandi a verdi pascoli, malghe fiorite e burrificatori montanari con il cappello di feltro, il burro di affioramento ha una qualità inferiore, a parità di qualità del latte, rispetto a quello di centrifuga. Per più motivi. Il principale è che le condizioni con cui viene trattata la crema solitamente non sono ottimali: si inacidisce troppo perché il processo di affioramento è molto lento, ed effettuato spesso a temperature troppo elevate, con conseguente proliferazione di microorganismi indesiderati (Cfr.Le Scienze, Blog) .

Il latte fresco appena munto, nei paesi che producono burro di ottima qualità, viene conferito a dei grandi centri di raccolta che provvedono immediatamente alla lavorazione per ottenere, a seconda della domanda del mercato in quel momento, burro, latte scremato o parzialmente scremato, panna, formaggi e così via. Abbiamo già visto come il metodo migliore per separare la crema di latte senza alterarne le proprietà organolettiche sia la centrifugazione. Questo è il metodo utilizzato all’estero, nei paesi grandi consumatori di burro come la Francia o i paesi del nord Europa. Poiché il burro viene spessissimo consumato crudo, difetti organolettici dovuti ad una scarsa qualità della crema di latte non sono accettabili e il burro è un prodotto da valorizzare (Cfr.Le Scienze, Blog).

Oggi Inalpi vende in Libia, in Iraq, in Usa, e il Korea. Vediamo se anche la Turchia potrà recepire questo prodotto.

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Nello stabilimento più grande d’Europa (38.000 mq) si producono una grande varietà di prodotti: ai principali derivati del latte, panna, burro e yogurt, si affiancano i lavorati quali il preparato alimentare per pizza, il formaggio fuso filante, i formaggini, il formaggio fuso a fette.

La più recente innovazione è costituita dalla messa in funzione di un impianto di concentrazione e polverizzazione del latte, unico in Italia, che va a soddisfare una importante porzione di domanda di latte in polvere in particolare del settore dolciario.

Una delle famiglie che compone la Inalpi Group è Invernizzi. Inalpi nasce ufficialmente nel 1966, ma le sue origini risalgono al 1800.

Pier Invernizzi ci lascia con due bottiglie di Barbaresco… l’ospitalità è di casa.

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