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Capitolo 1

Negli ultimi mesi, grazie alla collaborazione di un collega intellettualmente molto fervido (@CarloAndretta) mi sono confrontata e aggiornata su quel mondo che mi è sempre appartenuto (il mondo digitale), ma che l’operatività quotidiana, con le Piccole Medie Imprese, mi aveva fatto tralasciare rispetto a tutta un’altra serie di attività prioritarie organizzative-aziendali.

Mi sono affannata giorno e notte e, navigando in rete, ho scandagliato una molteplicità di voci e scritti, molti dei quali dicevano praticamente tutti la stessa cosa (più o meno) con dei contributi personali vagamente dubbi.

I libri dell’università da cui ho appreso (ormai nel lontano 2005) parlavano già di “nuovi” scenari e nuove modalità di attrazione dei clienti, ma al tempo, alcune dimensioni imprenditoriali/professionali non erano ancora mature, o pronte, ad accettare cambiamenti così avanguardisti. Basti pensare che anche l’e-commerce era considerato qualcosa di…tanto non funziona…

Capitolo 2

Anyway.

Ho avuto qualche notte insonne… Il mondo, in effetti, da qualche anno a questa parte, sta andando avanti alla velocità della luce: c’è tanto di nuovo (digitalmente parlando) che va acquisito…ma il tutto va elaborato con coscienza, per lo meno se hai molto chiaro il target che vuoi attrarre (quello che ti assomiglia).

Capitolo 3

Nell’ultimo mese ho acquisito 4 micro clienti nuovi: 1) MM + 2) MDN + 3) BO + 4) DG.

Li ho indotti ad arrivare me, li ho attratti (come mi piace dire nel gergo tecnico), personalmente non ho mai “venduto” niente. Al fine di acquisirli concretamente ho adottato strategie digitali (D) unite a strategie “umane” (H come human). Nei 4 relativi casi l’acquisizione è avvenuta così:

  1. just H
  2. D+H
  3. H+D+H
  4. H+D+H
  • *blu è un cliente con cui prima di oggi non ho mai avuto nulla a che fare
  • *arancione è un cliente “dormiente” o una vecchia conoscenza

Mi spiego meglio: oggi, in rete, c’è un proliferare (esasperato) di pagine web su come fare clienti nuovi attraverso i mezzi digitali. Hanno tutti questi linguaggi persuasivi, queste belle parole ammaliatrici potenti, che funzionano alla grande, ma celano anche, talvolta, svariate mancanze di sostanza. Non tutto funziona per tutti. Oggi l’alta personalizzazione delle comunicazione e delle azioni di marketing puoi farla soltanto se se conosci bene l’azienda e hai la curiosità di andare a fondo. E per conoscere bene un’azienda ci vuole del tempo. Almeno 1 o 2 mesi (PMI). Altrimenti rischi di appiattire il valore di un brand e lavorare monetizzando solo sul breve termine (con conseguente affanno professionale/aziendale e riduzione della qualità professionale).

Da quando ho fatto l’esame di economia industriale, sono sempre stata molto legata alla teoria dei Giochi e all’Equilibrio di Nash. Ecco quello che ne è uscito da questa partita re-interpretata (nel fantastico mondo di Alis in Wonderland): lo strumento digitale senza il fattore umano, per una certa complessità di servizi, non è abbastanza.

Quindi per attrarre i clienti, ma soprattutto CAPITALIZZARLI (CON DEI MARGINI SOSTENIBILI, ANCHE NEL LUNGO TERMINE = farli diventare veri clienti e nuovamente clienti attivi…) avanti con entrambe le modalità! Non solo quella tecnologica #maquestovaleperme #ilmioèunblogd’opinione.

#FeelingFreeToThinkFREE

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