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➦ Concept Alice Manganotti, Copywriter Alberto Della Rossa (Smilodonte

Troppe volte, al solo sentirne parlare, i muscoli si irrigidiscono e i sorrisi si spengono sul nascere, come se ci trovassimo di fronte a un tabù.

(Prima regola del cambiamento: mai parlare del cambiamento)

Opponiamo resistenza, come se fosse in gioco la vita come la conosciamo.

E forse davvero lo è, ma non è detto che sia un male.

Identifichiamo il cambiamento con le difficoltà, senza renderci conto che queste sono solo parte integrante del processo che porta a un Nuovo Essere, una rinnovata coscienza, una maggiore comprensione del mondo.

Panta Rei, diceva Eraclito. Non è possibile immergersi due volte nello stesso fiume, perché questo fiume è la vita, e ogni istante è fugace.

E il paradosso è proprio questo: viviamo una storia in costante evoluzione, di continuo cambiamento senza nemmeno rendercene conto. Di fronte a una minima alterazione della corrente temiamo di affogare, anche se i nostri piedi sono ben saldi nel letto del fiume.

Può sembrare un problema del tutto femminile, ma ho motivo di credere che la paura del cambiamento affligga tanto le donne quanto gli uomini. La differenza è percettiva: le donne comunicano di più, trasmettono il vissuto in maniera più istintiva. Non per questo credo che gli uomini vivano meno dubbi: il cambiamento fa parte della vita, e tutti viviamo.

È assurdo pensare di opporsi al cambiamento. Tanto varrebbe cercare di fermare il corso del sole nel cielo, e questo va contro ogni logica vitale.

A Gennaio 2016 ho dovuto affrontare un cambio di direzione molto importante nella mia vita. Mi sono ritrovata scissa, pancia (o meglio cuore) da una parte e testa dall’altra. Rivoluzionare la mia vita, cambiare città per amore. La tensione a seguire le ragioni del sentimento si contrapponevano alla razionalità e, forse, al buon senso.

Ero in crisi, incerta se abbracciare il cambiamento, il trasferimento in un’altra città. Avevo paura di compromettere cinque anni di esperienze lavorative a Verona. Temevo di disgregare la rete di relazioni, contatti e rapporti che avevo costruito con successo.

Mi illudevo che rimanere a Verona equivalesse a fermare il cambiamento.

Poi ho avuto una piccola intuizione, uno di quei momenti di lucidità in cui il pensiero corre libero e senza impedimenti e riusciamo a realizzare verità che – pur a portata di mano – non riusciamo a cogliere.

Rinunciare alla mia realizzazione sentimentale in favore di una stabilità lavorativa mi avrebbe solo impoverito. Avrebbe messo in discussione la mia relazione, e questo avrebbe avuto ripercussioni certe sulla qualità della mia vita e del mio lavoro.

Ho compreso che non abbiamo il potere di evitare il cambiamento. Abbiamo però il potere di prendere una decisione: subire il corso degli eventi equivale, ancora una volta, a lasciarci vivere.

Condurre il cambiamento è possibile (e anzi, direi che è un diritto, oltre che un dovere verso noi stessi).

Come gestire il cambiamento?

Qua viene il bello. Nel mio caso, temevo che trasferirmi in un’altra città avrebbe avuto delle conseguenze. Quello che non mi aspettavo è che le conseguenze in questione sarebbero state positive.

Nel giro di un anno, non solo sono riuscita a mantenere viva la mia rete di relazioni professionali e umane, ma ho vissuto una crescita lavorativa straordinaria: 12 nuovi clienti (tra cui 2 internazionali) e una marginalità quasi raddoppiata.L’Universo ha di certo girato per il verso giusto, ma – come si suol dire – aiutati che il ciel t’aiuta.

Può sembrare banale, ma non lo è: possiamo modificare la realtà attorno a noi, con piccoli e grandi gesti. Personalmente, il mio mantra si è composto di tre punti fondamentali, tre attitudini che sono davvero in grado di fare la differenza (e i cui benefici superano di grandissima misura i sacrifici)

Il valore della meditazione: la piccola intuizione di cui raccontavo prima altro non è che un atto naturale di meditazione. Possiamo indurre questo stato attraverso la pratica meditativa, imparando a spogliarci dei pensieri superflui e dalle costrizioni delle piccole e grandi preoccupazioni di tutti i giorni. L’atto creativo non è soltanto arte: tante volte è una soluzione così semplice da non essere nemmeno presa in considerazione. Il nostro stile di vita, spesso frenetico, tende ad accumulare pensieri che appesantiscono la nostra esperienza, limitando l’agilità di pensiero. La meditazione aiuta la Fiducia, e questa si accompagna con la Serenità. Il mondo attorno a noi percepisce questa nuova percezione di Sé, e reagisce di conseguenza.

Aiutati con i giusti strumenti: Viviamo in un mondo di incredibili possibilità. Un trasferimento è un cambiamento davvero importante. Nessun uomo è un’isola: è una verità fondamentale. Noi siamo le nostre relazioni, e la qualità della nostra vita dipende anche dalla nostra capacità di intrattenere rapporti umani. Cambiare città spaventa chiunque, ma – grazie al cielo – viviamo in un’epoca di prodigi. L’utilizzo di Skype mi ha consentito di mantenere saldi rapporti di tutti i generi, limitando gli spostamenti e consentendomi di amministrare al meglio le mie energie in un momento delicato come il primo periodo in una nuova città. E adesso che la mia situazione è stabile, posso permettermi di prendere un treno e andare di persona ad abbracciare le persone alle quali tengo.

Bisogna rinunciare a qualcosa per ottenere qualcosa: di questa frase di Al Ries (Secondo le 22 immutabili leggi del marketing – Al Ries, Jack Trout) ho fatto davvero tesoro, perché si tratta di una delle chiavi di volta della serenità. Per giungere dove sono ora, ho dovuto fare delle scelte. E alcune di queste scelte sono state anche di rinuncia. Ho compreso il potere di lavorare privilegiando l’affinità e il contenuto piuttosto che inseguendo il profitto a tutti costi. Ho rinunciato a gestire un paio di clienti psicologicamente impegnativi per favorire la qualità di attenzione verso un cliente che ha riposto totale fiducia in me. Risultato? Ne è valsa la pena, e in un gioco di karma tutto è tornato indietro. Credo che sia giusto lavorare per vivere (bene), non vivere (male) per lavorare. Questo si riflette sulla qualità del mio lavoro, sulla soddisfazione dei clienti e in rapporti lavorativi che diventano ricchezza, e il cerchio si chiude.

Ogni istante, ogni scelta contiene i semi del cambiamento. A noi trasformare questi semi in opportunità.

Un grazie sentito a Liza Martin (www.lizamartin.it) per avermi posto Domande e non Consigli.