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Lunedì 16/12 ero a Roma alla presentazione della Guida Gambero Rosso “Grandi Salumi d’Italia”.

Dalla Terra e dalla Natura (e da chi è in grado di rispettarle) arrivano grandi lezioni di vita; è per quello che amo esserci in alcuni contesti.

La qualità oggi, difficilmente è remunerativa per chi produce ma, di fatto, se abbracci un filosofia poiché la tua persona ti porta ad essere un individuo eticamente corretto, non riesci a fare altrimenti. E onore al merito a questi produttori.

Dai diamanti non nasce niente… dal letame nascono i fiòr – De Andrè

ASSAGGIATI E CONTEMPLATI:

  • Da Villa Caviciana (VT) ho assaggiato un grande prosciutto proveniente da un allevamento di Suino Mangalica ristretto (1000 capi)
  • Dalla Salumeria Belli (TN) ho assaggiato uno speck fuori da ogni logica…con un’affumicatura così elegante e quasi impercettibile che non sembrava nemmeno speck;
  • Dalla Macelleria Fracassi (AR) ho assaggiato il grande suino grigio del casentino, una razza recuperata grazie a Simone Fracassi;
  • Da Gamba Edoardo (BG), ho assaggiato una grande Slinzega, uno tra i tagli più magri e più pregiati.
  • Da Bazza (PD) ho assaggiato una delle più grandi soppresse;
  • Da Agostino (ME) ho assaggiato un grande suino nero dei Nebrodi;
  • Da Dok Dall’Ava (UD) ho assaggiato Hundok, il Mangalica, razza (ungherese) geneticamente pura dal 1700 e allevata nelle pianure per circa 16 mesi. La sua carne ha dei contenuti di acido oleico pari quasi al 57%, talmente alto da poterlo tranquillamente paragonare a quello del suino spagnolo.

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