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0001-12645314Marco Minghetti non è uno qualunque. E’ docente di Humanistic Management all’Università di Pavia e autore de “L’intelligenza Collaborativa, verso la Social Organization“.

La mia cara mamma mi ha mandato questo articolo pochi giorni prima che mi arrivassero delle nuove proposte di “Key-Concepts” (che nel prossimo articolo vi spiegherò cosa significa) in relazione a delle mie personali esigenze di comunicazione.

Screenshot 2015-04-25 23.08.58L’articolo (che vi riporto qui a seguito) mi ha fatto strabuzzare gli occhi. Mi è bastato uno sguardo per riconoscermi. Riconoscere nelle parole di un altra persona quella mia personale filosofia che avevo improntato fin dall’inizio della libera professione… mi ha acceso un lumino di felicità…”Non sono sola!!!” 🙂

Fino a quel momento mi sentivo come la particella di sodio dell’acqua Lete… (avete presente quella della pubblicità?).

Che bello!!! Abbinato al concetto di Alice nel Paese delle Meraviglie, che è sempre stato alla base del mio Personal Brand (come piace chiamarlo agli specialisti della materia…) è stata veramente una bella dose di adrenalina improvvisa e inaspettata.

Screenshot 2015-04-25 23.23.19Insomma…un Jin Tonic testuale. Anzi, adesso me ne prendo uno, però me lo faccio con l’Hendrick’s che è più buono.

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Ritornando alle prime due righe dell’articolo…

L’intelligenza collaborativa ha fatto subito breccia nel mio cuore. Vi riporto un’anteprima del libro così capite meglio. Sono 15 righe che riuscirete a leggere in 38 secondi esatti, prendetevi il tempo necessario, altrimenti lasciate la pagina.

Lo scientific management formalizzato da Taylor disegna un’organizzazione in cui il potere scende dall’alto, le strategie sono definite da un vertice ristretto, gli obiettivi assegnati e non scelti, con un sistema di comando e controllo in cui sono i senior executives ad allocare le risorse.

Prima del web era difficile immaginare alternative a questa ortodossia manageriale, ma Internet ha determinato l’esplosione di nuove forme di vita organizzativa, in cui il coordinamento si ottiene senza centralizzazione, il potere sta nelle capacità e non nei ruoli, la conoscenza condivisa trionfa sull’autoritarismo. Le comunità spontanee intorno a specifici interessi aumentano le opportunità di innovazione e le performance sono valutate dai pari.

La crescente disponibilità di social software (anche gratuiti) e la massiccia introduzione sul mercato di piattaforme collaborative da parte di tutti i grandi player dell’ICT rendono oggi realizzabile questa nuova visione. La social organization, intesa come un modo nuovo di fare impresa che consente a un vasto numero di persone di lavorare collettivamente – valorizzando le singole riserve di competenza, talento, creatività ed energia -, può diventare realtà. Il libro fornisce una guida strategica per affrontare il cambiamento derivante dall’utilizzo dei social media e dai processi di collaborazione emergenti dal basso.

Quindi… Due (2) cose da ricordare per essere dei bravi manager/consulenti/professionisti: 

  1. Essere più empatici;
  2. Essere curiosi, coraggiosi, ma sopratutto capaci di riconoscere nell’altro non un mostro pericoloso ma la ricchezza di una persona diversa;

Tante donne sono già così di natura, gli ometti un po’ meno (what a bad experience I had when I was in my last company!!!).

intelligenza collaborativa ALICE NEL PDM

Queste tre figurine fantasiose che vedere qui sotto, sono sull’armadietto a fianco alla mia scrivania…Sono di legno e carta… acquistate a Firenze in un bellissimo negozietto un po’ retrò…Mi ricordano spesso che “chi sa ridere è il padrone del mondo” e che il Paese delle Meraviglie, per chi vuol vederlo è sempre al solito posto. Basta vederlo senza i filtri razionali, tipici degli adulti.

Quando mi trovo all’interno delle piccole medie imprese… la mia prerogativa è il coinvolgimento delle persone. Perché se coinvolgi entusiasmi e se entusiasmi acceleri.

D’altronde Alice nel Paese delle Meraviglie (quella della storia) si è sempre trovata in mezzo a personaggi strani, ma per me è un po’ lo stesso… perché è proprio nello scoprire il talento di ogni persona che ho davanti che trasforma lo scenario di partenza rendendolo migliore.

Contributo A + Contributo B = Contributo WONDER C.

#WONDERMARKETING  #SOCIALORGANIZATION  #INTELLIGENZACOLLABORATIVA

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